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lunedì 25 gennaio 2016

Apple Pie: la ricetta della torta di mele americana



Si può chiamare sia "American Pie" sia "Apple Pie" ed è la torta di mele tipica nordamericana, specialmente del Delaware. Una icona della cultura popolare statunitense, al pari dell' hot-dog e del baseball. Pensate che per dire che una cosa è davvero "americana" si usa dire "as american as an apple pie" . E' diventata, inoltre, un vero e proprio simbolo di prosperità, tanto che in un editoriale del New York Times, del maggio del 1902, si legge: "i popoli che non mangiano la Apple Pie possono essere sconfitti definitivamente", riferendosi al declino della egemonia inglese che era avvenuto contemporaneamente alla esclusione della torta di mele dalle razioni fornite ai soldati. 

Alla fine della seconda guerra mondiale, i militari asserirono che durante la loro assenza avevano sentito maggiormente la mancanza della mamma e della Apple Pie. Da questo l'espressione idiomatica "motherhood and apple pie" , che equivale a dire "scontato ed ovvio".

Forse quei soldati non sapevano che, in verità, la torta americana non è poi così "americana", poiché le sue origini sono europee; come l'hot-dog, che nasce a Francoforte nel 1600, e l'hamburger, che nasce ad Amburgo. La ricetta della torta di mele ha origini britanniche: era infatti conosciuta dagli inglesi fin dal 1390, come ci testimonia il ricettario del cuoco di Re Riccardo II. 

La torta di mele si è, poi, diffusa in tutta Europa subendo variazioni, come la appeltaart e la appelkruimeltaart tedesche; come la äppelkaka svedese; come la tarte tatin francese. 

La torta di mele è arrivata in nord America grazie agli svedesi, che vi insediarono le prime colonie europee nel XVII secolo, proprio lungo le sponde del fiume Delaware. Tra l'altro, "il frutto americano per eccellenza", la mela non era presente in America prima del XVII secolo. Furono i coloni ad ordinare piante e sementi e a farsele arrivare dall'Europa. Dalla fine del 1600, dunque, iniziarono a diffondersi i frutteti di mele anche oltre oceano. La coltivazione di questo frutto consentì di portare sulla tavola degli statunitensi due cose: la Apple Pie e il sidro. La ricetta che segue è quella che io uso da tempo, quindi sperimentata, ed ha sempre avuto un gran successo. Mandorle ed uvetta sono una mia aggiunta. 


Ingredienti 

Per la pasta
250 g di burro
500 g di farina 00
1 pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
7 cucchiai di acqua fredda
1 cucchiaio di aceto di sidro di mele

Per il ripieno
2 kg di mele Annurca
4 o 5 cucchiai di zucchero
succo di mezzo limone
1 tazzina da caffè di vino bianco
1 cucchiaio di cannella 
1 cucchiaino di noce moscata
1/5 cucchiaino di cardamomo
100 g di uvetta (opzionale)
60 g di mandorle (opzionale)


N.B. Per la pasta vanno benissimo anche due rotoli di sfoglia pronta all'uso. 


Procedimento

  1. Preparate la pasta, mettendo la farina, il pizzico di sale, lo zucchero, l'aceto di sidro di mele ed il burro a pezzetti in una ciotola. Mescolate e cominciate ad impastare aggiungendo, mano mano, i cucchiai di acqua fredda. Trasferite il composto su una spianatoia ed impastate velocemente. Formate una palla, dividetela in due e coprite con una pellicola. Ponete la pasta a riposare in frigorifero per almeno un'ora.
  2. Mettete a rinvenire l'uvetta in una tazza con acqua tiepida. Tritate le mandorle. Sbucciate le mele e togliete il torsolo. Dividete ogni mela in 4 spicchi, che taglierete a loro volta in 2. Ponete le mele in una pentola ed irroratele con il succo di mezzo limone e con il vino bianco. Spolverizzate con 4 o 5 cucchiai di zucchero semolate. Aggiungete le spezie (cannella, noce moscata e cardamomo). Mettete sul fuoco molto dolce e fate cuocere le mele per una decina di minuti. I pezzi di mela devono ammorbidirsi ma non sfaldarsi. A cottura ultimata, aggiungete l'uvetta strizzata e le mandorle tritate. Mescolate e mettete da parte a raffreddare.
  3. Accendete il forno a 180° . Coprite uno stampo di circa 22 cm di diametro con carta forno. Prendete la pasta dal frigo e tiratela in 2 dischi. Ponete il primo disco nello stampo, facendo risalire la pasta sui bordi. Ponetevi dentro le mele e ricoprite con il secondo disco di pasta. Rotolate verso il centro della Apple Pie l'eccesso di pasta, per formare un bel bordo alto. Fate 4 incisioni sopra la torta ed infornate. Lasciate cuocere fino a doratura (circa 35-40 minuti). La Apple Pie va servita tiepida.

mercoledì 13 gennaio 2016

Ricetta caponata di melanzane al forno


La ricetta della caponata di melanzane al forno è la versione più leggera della caponata siciliana, che prevede la frittura delle melanzane. In Sicilia ci sono ben cinque versioni diverse di caponata, in base alla provincia. La versione più classica è quella palermitana e catanese. In entrambi i territori utilizzano: melanzane, tagliate a gradi tocchi e fritte,  cipolla bianca o rossa, olive verdi e bianche, salsa di pomodoro, capperi sotto sale, olio e aceto, sale e zucchero. In alcune varianti si aggiungono: pinoli e mandorle tostate e grattugiate e qualche foglia di basilico. La ricetta della caponata di melanzane al forno prevede qualche variante.

Ingredienti per 4 persone

2 zucchine
2 melanzane 
basilico
400 grammi di pomodori pelati
olio extravergine di oliva q.b.
aceto di vino q.b.
2 cipolle rosse (a chi piace anche 3)
1 spicchio di aglio
2 peperoni (1 gialli ed 1 rosso)
origano q.b. 
sale q.b.
zucchero q.b.

Procedimento
L'esecuzione della ricetta della caponata di melanzane al forno è piuttosto facile. Per prima cosa lavate, asciugate ed affettate le melanzane e le zucchine, ricavandone dei dischi di spessore di circa 1,5 cm. Oliate due teglie da forno e disponetevi le fette, salate, cospargete con un po' di origano e con un filo di olio extravergine di oliva. Infornate a 170° e cuocete per 25/30 minuti. Nel frattempo, in una casseruola, mettete a soffriggere lo spicchio di aglio schiacciato. Aggiungete le cipolle tagliate a rondelle e fatela appena imbiondite. Unite, quindi, i peperoni tagliati a pezzi ed il pomodoro pelato schiacciato, preventivamente, con una forchetta. Aggiungete anche qualche foglia di basilico spezzettata con le mani. Chiudete con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco medio. A metà cottura aggiungete le melanzane e le zucchine, che avrete tolto dal forno. Unite altre foglie di basilico, un pizzico di zucchero, uno spruzzo di aceto e mescolate. Aggiustate di sale e fate sobbollire. Non ci sono tempi da indicare per la cottura. Dovete assaggiare. Appena cotta disponete in piccole ciotole. Pepate e servite calda. 

sabato 31 gennaio 2015

Girelle farcite con cipolle di Tropea


Adatte ad un aperitivo ma anche ad una cena tra amici. I tempi per la preparazione sono un po' lunghi ma sono compensati dalla facilità dell'esecuzione.

Ingredienti

Per il lievitino 
100 gr di farina 0
100 g di acqua a temperatura ambiente
0,5 g di lievito di birra

Per la pasta
Lievitino fermentato 8 ore
200 g di farina 0
200 g di farina 00
200 g di acqua
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva

Per la farcia
150 ml di passata di pomodoro
olive taggiasche 
un cucchiaio di origano
2 cipolle di tropea
1 cucchiaio di capperi dissalati
tre acciughe sott'olio
1 cucchiaio di origano
250 g di mozzarella
sale q.b
pepe. q.b.


Inoltre
Farina per spianare
1 noce di burro per la tortiera
1 tuorlo per spennellare



Procedimento

Sciogliete il lievito nell'acqua in una ciotola e incorporare a poco a poco la farina. Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate fermentare. Il lievitino sarà pronto quando sarà pieno di bollicine e sarà raddoppiato. Ci vorranno circa otto ore, trascorse le quali potrete cominciare a preparare la pasta. Mescolate per bene le due farine e trasferitele nella planetaria. Unite il lievitino, lo zucchero, l'olio evo, il sale e, a filo, l'acqua. Impastare a media velocità fino ad incordatura della pasta. Trasferite la pasta sulla spianatoia e formate una palla che metterete in una ciotola coperta con un canovaccio pulito. Lasciate lievitare, al riparo da correnti ed in un luogo caldo, fino al raddoppio. Appena l'impasto sarà pronto, preparate la farcia.  Mettete in una ciotola la passata di pomodoro ed unite l'olio, l'origano ed il sale. 
Tritate finemente la cipolla e fatela stufare per qualche minuto con un filo d'olio. Unite i capperi, le olive e le acciughe. Cuocete per altri tre minuti, amalgamando bene gli ingredienti. Fate freddare. Ora stendete la pasta con il mattarello, fino ad ottenere un rettangolo di cm 50 x 40 . Con un cucchiaio stendete la salsa di pomodoro lasciando due cm per lato e con un altro cucchiaio stendere la cipolla con le olive ed i capperi. Ora arrotolate la pasta per il lungo e tagliatelo a fette di circa 4 cm . Imburrate una teglia e disponete le girelle, una affianco all'altra, con il lato tagliato verso l'alto. Fate riposare per circa un'ora. Quindi spennellate con il tuorlo d'uovo sbattuto  ed infornate in forno preriscaldato a 220°. Cuocete per 25-30 minuti. Servite calde.







venerdì 30 gennaio 2015

Pizza Napoletana secondo il Disciplinare Internazionale


Siamo intorno al 1600 a Napoli, dove l'ingegno è di casa da sempre, quando i napoletani avvertono l'esigenza di rendere più saporita ed appetibile la tradizionale schiacciata di pane. Cominciano a condirla, nella versione più povera, con aglio, strutto e sale grosso e nella versione più ricca, invece, con caciocavallo e basilico. 

In seguito sostituiscono lo strutto con l'olio di oliva. Ma il vero salto di qualità lo operano alla scoperta del pomodoro importato dal Perù dagli Spagnoli. E' da quel momento in poi che appare sulle tavole la pizza al pomodoro così come la conosciamo noi. Si devono aspettare due secoli , quindi il 1800, per l'unione tra pomodoro e mozzarella, anche se di fatto esistevano svariate varietà di pizza. 

Ma la vera svolta si è avuta nel 1889 con la visita a Napoli del Re Umberto I e della Regina Margherita, quando Raffaele Esposito, il più bravo pizzaiolo dell'epoca, realizza in onore dei sovrani tre pizze: la "Mastunicola" (strutto, formaggio e basilico), la "Marinara" (pomodoro, aglio, olio ed origano) e la "Tricolore" (pomodoro, mozzarella e basilico) .

La Regina Margherita apprezza a tal punto quest'ultima che ringrazia ed elogia per iscritto l'abile pizzaiolo. Raffaele Esposito, per contraccambiare, cambia nome alla pizza "Tricolore" e la chiama "Margherita".

Dopo il successo avuto a Napoli la vera pizza napoletana "espatria", dapprima in tutta Italia e poi nel resto del mondo.

Detto questo, siamo certi di sapere esattamente quali siano gli ingredienti, le dosi ed il procedimento per realizzare una vera pizza napoletana? Io sono sicura che non tutti lo sanno per davvero ed allora perché non seguire il


Ultima cosa...le acciughe, che vedete in foto, le ha aggiunte mio figlio, perché a lui piace così!





domenica 25 gennaio 2015

Impepata in coppa



Vi invito a sfogliare il Trattato di Gastronomia intitolato " "Il Cuoco Galante" scritto da Vincenzo Corrado, uno tra i più grandi gastronomi italiani e sicuramente il più rinomato cuoco che le corti nobiliari di Napoli abbiano avuto tra il '700 e l' '800. A lui va il merito di aver scritto per primo sulla cucina mediterranea esaltandone la bontà.  E' stato lui a risaltare l'importanza delle cozze in cucina e a lui dobbiamo ricette quali l' "Impepata di cozze". Se entrate in libreria fatevi un bel regalo ed acquistate questo libro che è una pietra miliare della cucina nazionale. 

Ingredienti per 4 persone

2 kg di cozze 
2 spicchi di aglio
un mazzetto di prezzemolo
olio extravergine di oliva
pepe qb


Procedimento
Pulite accuratamente le cozze, dopodiché mettetele in una capiente casseruola con un filo d'acqua e fatele aprire a fuoco vivace. Eliminate tutte quelle chiuse. Eliminate i gusci e tenete da parte i mitili insieme a mezzo bicchiere della loro stessa acqua. In una padella fate soffriggere l'aglio. Unite le cozze con la loro acqua e cuocete per circa 5 minuti a fuoco vivace. Poco prima di terminare la cottura aggiungere il prezzemolo tritato e spolverate con il pepe nero. Amalgamate e trasferite nelle coppette. Potete servire con fette di limone da spremere e fette di pane abbrustolito. 







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