martedì 10 marzo 2015

Focacce con olive e pomodori secchi


La focaccia è tanto buona quanto facile da fare, non c'è nemmeno bisogno dei consigli per farla. In questo caso la troviamo con la combinazione vincente di pomodori secchi ed olive . Spero che la proviate 

Ingredienti per 4 focaccine
per l'impasto:
300 g di Farina W260 
20 g di Olio extravergine di oliva 
150 g di acqua 
3 g di sale
2 cucchiaini di lievito di birra secco o 4 g di lievito di birra fresco

per guarnire:
12 olive
g 20  pomodori secchi 
sale per cospargere

Procedimento 
Nella ciotola della planetaria mescolare tutti gli ingredienti per la pasta e, a filo, versate l'acqua ed impastate fino ad ottenere un composto liscio ed elastico. Coprite la ciotola con un panno pulito e mettete a lievitare l'impasto in luogo riparato da correnti fino al raddoppio. 
Dividete la pasta  in 4 parti. Formate 4 dischi e mettete al centro i pomodori secchi tagliati a pezzetti. Richiudete i dischi formando 4 panetti rotondi e spianateli con il mattarello fino ad ottenere di nuovo 4 dischi alti circa 2 cm.
Lasciate di nuovo  lievitare  fino a quando non raddoppia di volume. Tagliate le olive a metà e spingetele sulla pasta. Cospargere di sale la  superficie.
Cuocete in forno a 180C per 20 minuti

                                            Iscriviti alla newsletter di Ricette e Segreti

domenica 8 marzo 2015

Busiate al pesto trapanese


E' una specialità di Trapani che risale a tempi antichi, quando le navi genovesi, di ritorno dall'Oriente, si fermavano nel porto della città siciliana. Furono, dunque, i genovesi a portare in Sicilia la tradizione dell'agliata ligure, a base di noci e di aglio, che fu rivisitata dai trapanesi tanto che ne fecero una cosa totalmente diversa ma ugualmente, se non addirittura maggiormente, buona. 

Ingredienti per 4 persone
1 spicchio d’aglio 
50 g  di mandorle sgusciate
20 foglie di basilico 
5 foglioline di menta 
6 pomodori  maturi
400 g di busiate 
sale q.b. 
pepe q.b.
olio extravergine di oliva

Procedimento:
Tostate le mandorle e pestatele in un mortaio, meglio se di marmo. Mettetele da parte e pestate l'aglio fino a ridurlo in crema. Unite quindi il basilico, la menta, il sale, il pepe e continuate a pestare, non gravemente, ma ruotando il pestello, in modo tale da stracciare, e non tranciare, le foglie del basilico e della menta. Unite a filo l'olio finché la salsa non diventerà cremosa. Trasferite in una ciotola ed unite le mandorle, precedentemente pestate. Aggiungete, quindi, i pomodori spellati e tagliati a dadini. Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e versatela nella ciotola contenente il pesto ed i pomodori. Amalgamate, aggiungendo un filo d' olio extravergine di oliva, e servite. 



sabato 7 marzo 2015

Mochi al latte di soia con sciroppo di zenzero, un dessert giapponese.


E' un dolce giapponese e come tale poco zuccherato e dalla consistenza particolare. Sicuramente salutare, in quanto privo di grassi e ricco di zenzero le cui proprietà terapeutiche sono oramai più che rinomate. Interessante anche il contrasto tra il freddo del mochi ed il caldo dello sciroppo di ginger. Insomma un dessert nuovo per i gusti occidentali, ma che sarà sicuramente apprezzato. 

Ingredienti per 4-5 porzioni
Per lo sciroppo di zenzero

200 g di radice di zenzero
180 g di zucchero
200 g di acqua
1 stecca di cannella
2 semi di cardamomo 
3 grani di pepe nero
1 lime

Per il mochi
400 g di latte di soia
50 g di farina di arrowroot (conosciuta anche come fecola di maranta)
30 g di zucchero

Procedimento
Per lo sciroppo, lavate, asciugate e tagliate a fettine sottili la radice di zenzero con la buccia. Ponete le fettine in una casseruola insieme allo zucchero. Fate sciogliere lo zucchero, mescolando in continuazione, a fiamma bassa per circa dieci minuti. Unite quindi la stecca di cannella, i semi di cardamomo schiacciati , i tre grani di pepe e l'acqua. Fate sobbollire per circa 40 minuti, quindi, spegnete la fiamma. Aggiungete il succo del lime e filtrate lo sciroppo con il colino. Lasciatelo raffreddare e versatelo in una bottiglia a chiusura ermetica e sterilizzata. Lo sciroppo potete conservarlo in frigo per una ventina di giorni. 
Per il mochi: in una casseruola, sciogliete la farina di arrowroot con la metà del latte di soia, quindi versate il resto del latte e lo zucchero ed amalgamate per bene. Fate cuocere a fiamma bassa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, fino a che il composto non si sarà addensato e non avrà raggiunto la consistenza di una crema pasticcera un po' collosa. Versate in uno stampo quadrato di circa 20 cm per lato, in cui avrete versato un filo di acqua, e livellate per bene. Fate raffreddare il mochi in frigorifero per circa 45 minuti, dopo di che ritagliatene dei quadratini e disponeteli in una coppa. A parte mettete in una casseruola 100 g di acqua ed 80 g di sciroppo di zenzero e portate ad ebollizione. Versate lo sciroppo bollente sui quadratini di mochi e servite caldo.




venerdì 6 marzo 2015

Le siciliane sarde a beccafico


Nella meravigliosa terra di Sicilia vengono chiamate "sardi a beccaficu" . E' un piatto che è stato ufficialmente riconosciuto ed inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, stilata dal Ministero delle Politiche Agricole. Il nome lo prendono dai beccafichi, volatili che in passato venivano consumati nelle mense dei nobili siciliani e che erano farciti con le loro stesse viscere. Essendo un prodotto di lusso, erano inavvicinabili da parte delle classi meno abbienti, le quali ripiegarono sulle economicissime sarde e ne imitarono il ripieno mescolando al pangrattato i pinoli, l'uva sultanina, l'aglio ed il prezzemolo tritati. Non sapendolo, avevano inventato un piatto che, in seguito, è diventato famosissimo nel mondo. 


Ingredienti
1 kg di sarde
150 g di pangrattato
2 acciughe
1 ciuffo di prezzemolo

1 rametto di timo fresco
30 g di pinoli

10 capperi
50 g di uvetta sultanina
1 arancia da agricoltura biologica
1 cucchiaino di zucchero
olio extravergine d’oliva q.b.
foglie di alloro q.b.
fettine di arancia 
da agricoltura biologica


Procedimento
Lavate e  pulite le sarde, togliendo la testa, le interiora, la spina dorsale e la lisca interna. Tagliatele un due nel senso della lunghezza e sciacquatele abbondantemente sotto acqua corrente. Asciugatele e tenetele da parte. 
In una padella fate dorare l'aglio, schiacciato e triturato,  in un poco di  l'olio extravergine di oliva e, quindi, aggiungete le alici sott'olio e lasciatele sfaldare. Unite, ora, il pangrattato, al quale avrete aggiunto un cucchiaino di zucchero,  e fatelo insaporire e  tostare. A parte, a coltello,  tritate insieme i pinoli, l'uvetta sultanina, i capperi. Unite al trito le foglioline di timo. Aggiungete questo composto al pangrattato e saltatelo in padella, amalgamando il tutto. Spegnete la fiamma ed unite il prezzemolo fresco tritato e la scorza d'arancia grattugiata. Mescolate di nuovo e disponete un poco di questo pangrattato insaporito su ciascuna metà delle sarde. Piegatele in due e fermate con uno stuzzicadenti.  Tagliate una arancia a fettine sottili. Disponete ora nella teglia le sarde mettendo tra l'una e l'altra una fettina di alloro ed una fettina di arancia. Infornate in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti. Servite fredde. 






Pasta, broccoli e noci Macadamia


Una banalissima pasta con broccoli può diventare un piatto importante per una occasione importante. Basta avere cura nella preparazione e aggiungere quella nota croccante che, in questo caso, ci è data dalle noci Macadamia, che potete trovare nei supermercati forniti o sostituire con le mandorle. E' assai semplice da fare, basta dosare bene l'acqua di cottura per legare bene la pasta con il suo condimento. 

Ingredienti per 4 persone
320 g di spaghetti
300 g di broccoli
35 g di noci Macadamia ( o mandorle)
sale q.b.
pepe q.b.
olio extravergine di oliva q.b.
1 spicchio di aglio



Procedimento
Mettete a bollire l'acqua per cuocere la pasta. Mentre aspettate che bolle lavate e tagliate i broccoli. Metteteli in una vaporiera e cuoceteli fino a quando non saranno teneri, ma sodi. Mettetene da parte un poco, perché vi serviranno come decorazione, ed il resto trasferitelo in un frullatore insieme alle noci Macadamia, al sale ed all'olio extravergine di oliva. Frullate fino ad ottenere un composto della consistenza simile a quella del pesto genovese. Mettete da parte. Cuocete ora la pasta in abbondante acqua salata. In una padella capiente ed antiaderente mettete un filo d'olio a scaldare insieme allo spicchio di aglio tritato, che dovrà dorare leggermente. Prendete la pasta, cotta al dente, con le pinze o con un forchettone e trasferitela, ancora grondante della sua acqua di cottura, nella padella con l'aglio. Mescolate velocemente ed unite il composto di broccoli. Amalgamate bene aggiungendo un mescolino di acqua di cottura, o anche più se necessario. Unite i pezzi di broccoli che avevate tenuto da parte e saltate la pasta per qualche istante. Impiattate e servite calda.



giovedì 5 marzo 2015

Polpo alla luciana



E', questo, un piatto della tradizione gastronomica partenopea, la quale ci ha tramandato ricette uniche al mondo. Il "Polpo alla luciana", o meglio " 'u purpu alla luciana", racchiude tutti i sapori del Mediterraneo. Nasce a Napoli ed esattamente nell'antichissimo e caratteristico borgo di S. Lucia, abitato, nel passato, per lo più da pescatori che erano denominati per l'appunto "i luciani" e da cui ha preso il nome questa pietanza gustosissima. 

Ingredienti per 4 persone
600 g di polpo
500 g di pomodorini
1 spicchio di aglio
una manciata di olive miste (bianche e verdi)
un ciuffo di prezzemolo
50 g acciughe sott'olio (è una mia aggiunta)
30-40 g di capperi di Pantelleria sotto sale
1 peperoncino
sale q.b.
pepe macinato di fresco q.b.
olio extravergine di oliva
4 fette di pane abbrustolite


Procedimento
Tagliate il polpo a pezzettoni . Schiacciate l'aglio e tagliatelo a pezzettini con il coltello. Mettete un poco di olio in una pentola antiaderente ed unite l'aglio, il peperoncino intero e le acciughe. Fate andare a fiamma bassa per un minuto ed unite i capperi dissalati. Appena l'aglio sarà dorato aggiungete i pomodori a pezzi. Lasciate cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti e, quindi, unite le olive ed il polpo in pezzi. Aggiungete un poco di olio extravergine di oliva. Coprite con un coperchio e fate cuocere, mescolando di tanto in tanto, fino a che il polpo non sarà diventato tenero. Aggiustate di sale e di pepe. Impiattate e aggiungete il prezzemolo fresco tritato. Servite caldo e con fette di pane casareccio abbrustolito.





La Carbonara come da ricetta originale


Un piatto dalle origini contese. C'è chi sostiene che sia di origine umbra e che sia approdato solo successivamente a Roma, ad opera dei carbonari. C'è chi, invece, sostiene che questa pietanza sia stata inventata dal napoletano Ippolito Cavalcanti. Altri, che secondo me vaneggiano, addirittura ne attribuiscono la paternità agli Americani, che, durante la seconda guerra mondiale, avrebbero suggerito ai nostri cuochi di combinare insieme il bacon e le uova in polvere. Sta di fatto che oggi la Carbonara è uno dei piatti più famosi al mondo e tutti si cimentano nella sua realizzazione. Questo ha portato ad averne molteplici varianti (evitiamo per favore quella con l'aggiunta di panna). Troviamo quella con la pancetta al posto del guanciale; quella con il parmigiano reggiano al posto del pecorino romano; quella che prevede l'uso sia del pecorino che del parmigiano; quella con l'uovo intero al posto del solo tuorlo; quella che vuole l'olio extravergine di oliva. Insomma una vera e propria Babele della Carbonara. Per ora, a me interessa quella che si prepara secondo la tradizione culinaria e quindi la ricetta originale, senza aggiunte o sostituzioni. Senza nessuna personalizzazioneSe ne sconsiglia la lettura ai salutisti.

Ingredienti 4 persone
280 grammi di pasta
4 tuorli
4 cucchiai di pecorino romano
120 grammi di guanciale
Pepe macinato al momento


Procedimento: 

Mettete a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata e, nel frattempo, mettete il guanciale, tagliato a dadini o a fiammifero, in una padella antiaderente e fatene sciogliere il grasso a fuoco lento. Non serve l'olio. Continuate la cottura del guanciale fino a che non comincerà a diventare leggermente croccante ed il suo grasso non sia diventato trasparente. Mentre il guanciale cuoce, mettete i tuorli in un contenitore capiente insieme ad abbondante pepe macinato al momento ed al pecorino romano grattugiato. Lavorare gli ingredienti con i rebbi di una forchetta fino ad ottenere un composto simile ad una cremina. Con un forchettone o con una pinza prendete gli spaghetti cotti al dente e, ancora gocciolanti, trasferiteli nel contenitore con il composto di tuorli. Mescolate per bene e, se necessario, aggiungete un poco di acqua di cottura. Il condimento deve risultare cremoso. A questo punto versatevi sopra il guanciale con il suo grasso sciolto. Mescolate e servite immediatamente.

mercoledì 4 marzo 2015

Marshmallow alla vaniglia fatti in casa


In italiano li conosciamo come "toffolette" o "cotone dolce". Sono per lo più apprezzati negli Stati Uniti ed usati, molto, spesso dalle cake designer che lo usano, previa lavorazione, per decorare le loro torte. In America usano scottarli sul fuoco e inserirli tra due biscotti insieme ad un pezzo di cioccolata. Questi dolci pare che siano stati inventati dagli antichi egizi già nel 2000 a.C., che lo realizzavano sbattendo a mano per lunghissimo tempo il succo della radice di altea. Intorno al 1850, erano assai popolari in Francia dove venivano realizzati con gelatina di grano e non più con la radice di altea. Seppure i tempi si accorciarono il procedimento rimase comunque assai lungo e laborioso. Si deve agli Stati Uniti, e più precisamente alla azienda Doumak, il nuovo processo di produzione, sicuramente più semplice e veloce e che ha determinato la popolarità di questi dolcetti. 

Ingredienti
360 g zucchero semolato
200 g acqua
80 g albumi d'uovo
18 g colla di pesce
15 g succo di limone
1 bustina di vanillina

Per la finitura
100 g fecola
100 g zucchero velo
1 bustina di vanillina


Procedimento
Mettete la gelatina in una bacinella di acqua fredda, fino a che non si ammolla. Prendete una casseruola con un doppiofondo e trasferitevi lo zucchero e l'acqua. Fate cuocere fino a che il composto non raggiunge la temperatura di 115° C. Se non disponete di un termometro preparate una bacinella con dell'acqua fredda e quando lo zucchero comincerà a bollire, formando delle piccole bolle, prendetene un poco con la punta di un cucchiaino e fatene cadere una goccia nell'acqua fredda, se si formerà una pallina morbida ed elastica vuol dire che  è cotto. Mentre lo zucchero cuoce, montate gli albumi a neve con la planetaria. Unite, a filo,  lo zucchero agli albumi, sempre mantenendo la planetaria in funzione. Dopo aver lavorato il composto per 10 minuti aggiungete la bustina di vanillina. Togliete la gelatina dall'acqua, strizzatela e scioglietela nel succo di limone caldo. Aggiungete, sempre a filo,  questo secondo composto al primo con la planetaria sempre in funzione. Lavorate per altri 10 minuti alla massima velocità. Trasferite ora il composto in un contenitore rettangolare foderato di carta forno. Livellate con una spatola e pareggiate il più possibile. Lasciate riposare il composto per circa 4 ore. Sformatelo, spolverizzatelo con la miscela di fecola, zucchero a velo e vanillina e tagliatelo a quadrotti.  Rotolate i quadrotti nella miscela di fecola. Metteteli su un setaccio per togliere tutta la finitura in eccesso. 



Porchetta come da tradizione italiana


Il New York Times, nel Maggio del 2014, ha stilato una lista di cibi che vanno assolutamente assaggiati almeno una volta nella vita. In tutto 5 e tra questi campeggia la nostra porchetta.  Farla in casa è davvero facile. 

Ingredienti 
3,5 kg circa di pancetta di maiale con la cotenna
3 teste di aglio
Sale fino
Pepe
Peperoncino
Rosmarino abbondante
Finocchio selvatico abbondante
4 foglie di salvia
2 cucchiaini di semi di finocchio
un limone da agricoltura biologica (è una mia aggiunta quindi è opzionale)

Procedimento
Schiacciate l'aglio. Lavate il finocchio selvatico e scartate i rametti e le parti più dure. Lavate il rosmarino e prendetene solo gli aghi. Mettete ora la carne su un piano di lavoro e spolverizzatela con abbondante sale. Mettete, ora, sulla carne salata abbondante pepe nero. In pratica il pepe deve coprire tutta la superficie della carne. Cospargete la carne con l'aglio schiacciato. Dopo di che spolverizzate con peperoncino senza abbondare. Infine posizionate sulla carne il finocchio selvatico, gli aghi di rosmarino, le foglie di salvia tritate, i due cucchiaini di semi di finocchio e la scorza del limone grattugiata (opzionale). Ora arrotolate ben stretta la pancetta e legatela con lo spago da cucina. Tamponate con il pepe anche le estremità. Lasciate insaporire la pancetta in frigo tutta la notte. La mattina successiva, riprendete la carne e massaggiate la cotenna con una miscela di olio extravergine di oliva, sale fino e  pepe 
Cuocete in forno a 220° su una griglia, sotto la quale metterete una teglia con dell'acqua e del vino bianco. La teglia servirà per raccogliere il grasso che colerà e per mantenere la giusta umidità nel forno. Si considerano , in media, 50 minuti per ogni kg di carne quindi, in questo caso circa 3 ore. A fine cottura, la cotenna dovrà risultare rosolata e croccante.




martedì 3 marzo 2015

Crostata di mele all'Armagnac

In tutta sincerità, quando qualcuno mi parla di dolci io penso alla torta di mele. Più precisamente alla crostata di mele. Forse perché è il dolce che mi ricorda la mia infanzia e mia madre ed il profumo di casa. Quella crostata di mele che ho tanto amato e che amo ancora oggi, a distanza di parecchi anni. Tra l'altro, oltre che buonissima, la trovavo e la trovo bellissima. Con quegli spicchi di mela posizionati sapientemente e che prendono la forma di un grande fiore. Non sono mai riuscita a capire come da ingredienti così semplici venisse fuori questa grande capolavoro. Di seguito la mia versione. 

Ingredienti 
300 g farina 
150 g zucchero 
150 g burro 
1 uovo 
1 limone 
1 bustina di lievito 
1/2 bicchierino di Armagnac  
3-4 mele renette (dipende dalla grandezza)
3 cucchiai marmellata all'albicocca o alla pesca per lucidare

Procedimento
Preparate la frolla impastando velocemente  la farina con lo lo zucchero, il burro, l'uovo e il lievito. Formate un panetto e lasciatelo  riposare in frigorifero per circa mezz'ora.  Foderare, quindi, una teglia, preventivamente imburrata ed infarinata, con l'impasto tenendo  alti i bordi  Sbucciate le mele, tagliatele a fettine, unite il succo del limone, l'Armagnac e disponetele sulla frolla in cerchi concentrici.  Infornare a 170° per circa 40 min o fino a doratura.  A cottura ultimata togliete dal forno la crostata e spennellate sulle mele la marmellata che avrete sciolto precedentemente in un pentolino a fiamma molto bassa. 





Bignè mignon ai lamponi


I bignè sono molto graditi ai palati femminili ed in questa versione ancora più accattivanti per il colore rosso lampone che piace tanto alle donne. Ed allora perché non proporli per l'8 Marzo, data che oramai è dietro l'angolo? Qui in versione mignon per la serie "uno tira l'altro". 

Ingredienti 
Per la pasta 
360 g di uova intere
245 g acqua
220 g di burro
35 g di latte fresco intero
230 g di farina 00
1 pizzico di sale

Per la farcitura

200 gr. di polpa di lamponi freschi 

160 gr. di latte
30 gr. di sciroppo di rosa
80 gr. di acqua di rosa 
100 gr. di zucchero
50 gr. di farina
20 gr. di burro
4 tuorli


Per la glassa
130 g di zucchero a velo vanigliato
20 g di purea di lamponi

Procedimento
Per i mignon
In una ciotola mettete il burro a pezzetti, il sale, il latte e l'acqua. Portate ad ebollizione su fiamma bassa per permettere al burro di sciogliersi e di non bruciare e all'acqua di non evaporare, cambiando di fatto il rapporto tra gli elementi. Appena il burro si sarà sciolto, versate la farina in un colpo solo e mescolate con un cucchiaio di legno fino a che non sarà completamente assorbita e fino a che il composto non si stacchi dalle pareti lasciando la casseruola pulita. Trasferite,dunque, il composto nella planetaria ed unite le uova ad una ad una, e cioè dovete aspettare, prima di unire la successiva, che la precedente si sia amalgamata al composto. Lavorate fino a che non otterrete una pasta liscia e vellutata e di consistenza simile alla crema pasticcera. Formate ora i vostri mignon su una teglia coperta da carta forno ed infornate, in forno preriscaldato a 220°, per circa 10 minuti

Per la farcitura
Con lo sbattitore elettrico, sbattete  i 4 tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete la farina ed amalgamate per bene. A parte, scaldate il latte insieme alla polpa di lamponi, all'acqua di rose ed alla polpa di lamponi. Appena il latte accennerà al bollore unite, in un colpo solo, il composto di tuorli, zucchero e farina. Appena vedrete il formarsi di "vulcanetti" (così li chiama Montersino) ed il composto inizia ad addensarsi, spegnete la fiamma e mescolate bene con una frusta a mano. Unite ed amalgamate il burro  e fate raffreddare, coprendo la crema con la pellicola per evitare che si formi la pellicina. 
Per la glassa è sufficiente che amalgamiate bene lo zucchero a velo con la purea di lampone. 

Riempite ora i vostri mignon, facendo il buco con il beccuccio della sac a poche nella parte superiore, in maniera tale che questo venga poi ricoperto completamente dalla glassa. 



lunedì 2 marzo 2015

Dalla Thailandia: fagotti di spinaci con cuore di ricotta


Piccanti, leggeri e  particolari, questi fagottini di spinaci con ripieno di ricotta sono un antipasto finger food, che sicuramente vi farà fare una bella figura con i vostri ospiti. Si sposano egregiamente con la salsa Thai Sweet Chili , che è una salsa a base di peperoncino medio piccante. 

Ingredienti 
Un mazzetto di foglie di spinaci fresche e tenere
1 cucchiaino di coriandolo
1/2 peperoncino verde
1/2 peperoncino rosso
3 cucchiai di aceto di vino bianco
1 spicchio d'aglio
200 g di ricotta
100 g di Philadelfia

Procedimento
Sbollentate le foglie di spinaci, scolatele e mettetele, prima, in una ciotola con acqua e ghiaccio, per evitare che si scuriscano,  e, poi, ad asciugare su un panno pulito, allargandole una ad una. Nel frattempo in una ciotola unite la ricotta ed il Philadelfia e amalgamate bene con le mani. Tritate il coriandolo tritato, il peperoncino e l'aglio ed uniteli al composto di formaggio. Aggiungete anche l'aceto e amalgamate bene il tutto. Sovrapponete tre foglie di spinaci disponendole una sull'altra a raggiera. Con il composto di formaggio fate delle palline e mettetene una per ogni composizione di foglie che avrete formato. Chiudete ora a sacchetto e fermate con uno stuzzicadenti il fagottino,  come da  foto. Ottimi se intinti nella  salsa Thai Sweet Chili.



Funghi al forno con ripieno di polpa di granchio


Un antipasto veloce da preparare e molto appetitoso. I funghi ripieni sono sicuramente un classico della cucina italiana, anche se l'idea della polpa di granchio ci viene da oltralpe . La carnosità e la morbidezza del cappello dei funghi champignon si adattano molto bene ad una cottura moderata in forno ed ancora meglio si prestano a questo ripieno. Altra nota positiva è che potete prepararli con largo anticipo, riporli in frigo ed infornarli al momento. 

Ingredienti per 6 persone
18 funghi champignon
200 g di  polpa di granchio
1 ciuffo di erba cipollina
1/4 cucchiaino di timo secco
1/4 cucchiaino di origano secco
1/4 cucchiaino di santoreggia terra
pepe nero macinato a piacere
un manciata di parmigiano reggiano grattugiato
1/4 cucchiaino di paprika

6 cucchiai di panna fresca

Procedimento 
Preriscaldate il forno a 180 ° C.
In una ciotola, unite la polpa di granchio, le erbe aromatiche tritate ed il pepe. Mescolate la panna con 5 cucchiai di parmigiano reggiano fino ad ottenere una cremina. Unite ed amalgamate bene i due composti. Pulite i funghi con un panno morbido. Togliete i gambi, frullateli ed uniteli al composto e, con questo, riempite  i cappelli dei funghi. Cospargeteli, quindi, con il parmigiano rimasto e con la paprika. Cuocete per 15 minuti. Togliete dal forno e servite subito. 



domenica 1 marzo 2015

Waterzooi di pollo


Un classico della gastronomia belga e precisamente delle Fiandre. Qui in una ricetta rivisitata che fa sì che il pollo sia avvolto in una cremina, a base di formaggio alle erbe, molto gustosa.  

Ingredienti
2 filetti di pollo doppi
2 cosce di pollo
6 carote
3 gambi di sedano
1 mazzetto di rape
il succo di mezza arancia
0.5 mazzetto di prezzemolo fresco
4  cucchiai di burro
100 g di formaggio alle erbe
1 tuorlo d'uovo
3 cucchiai  farina cucchiai
1 dado di pollo
25 cl birra chiara
1 cucchiaino di  timo secco tritato
1 foglia di alloro
sale e pepe


Procedimento
Mettete in una pentola 1,5 L di acqua e la  birra. Portate ad  ebollizione ed aggiungete  il dado, il timo e la foglia di alloro. Unite i pezzi di pollo e fate sobbollire a fuoco basso per circa un'ora. Nel frattempo tagliate le carote, il sedano e rape in grossi pezzi.  In un tegame fate sciogliere  i 4 cucchiai di burro ed  aggiungere la farina.  Mescolate bene fino ad ottenere una cremina. Unite 2 tazze di brodo, continuando a mescolare. Aggiungete le verdure  Coprite con un coperchio  e fate stufare a fuoco basso per 15 a 20 min. Controllate frequentemente la cottura ed aggiungete altro brodo se occorre. Aggiungete il prezzemolo tritato. A parte mescolare il tuorlo d'uovo, la crema di formaggio e il succo d'arancia. Incorporate questo composto nelle verdure. Immergete ora i pezzi di pollo e cuocete per circa 10 minuti ancora. Aggiustate di sale e di pepe, impiattate e servite caldo. 



Pavlova, le meringhe di uno chef australiano innamorato.


E' un dolce che potete preparare con largo anticipo e per questo può diventare il dolce che vi risolve il problema dello stress per la preparazione del  dessert per le vostre cene o pranzi importanti. La sua storia è romantica poiché viene creato, negli anni '20,  da un grandissimo chef australiano  che si era innamorato di Anna Pavlova, ballerina russa, dopo averla ammirata  ballare il Lago dei Cigni durante la sua tournée in Australia. A lei è dedicato questo candido dolce di meringa, che potrete guarnire come più vi piace. 

Ingredienti per sei pavlova
100 g di albumi 
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero a velo
250 g di crema pasticcera o panna montata

Procedimento
Per prima cosa preparate le pavlova. Miscelate lo zucchero semolato e quello a velo e dividete la miscela  in due parti. Mettete gli albumi in una  ciotola  ed aggiungete la prima metà degli zuccheri. Montate a neve ben ferma, aiutandovi con una frusta elettrica, dopo di che, con una spatola, incorporate lentamente l'altra metà degli zuccheri, facendo attenzione a non smontare il composto. Accendete il forno e portatelo a 105°C. Disponete su una teglia un foglio di carta forno. Mettete, quindi, la meringa cruda in una sac a poche e formate un piccolo nido. Infornate  e cuocete per circa un'ora e mezza.  Prima di servire, assemblate le pavlova mettendo nell'incavo un po' di crema pasticcera o panna montata o entrambe mescolate insieme e guarnite, affidandovi  alla vostra fantasia, con amarene o con fragole o con frutti di bosco su cui verserete o salsa di cioccolato o lemmon curd. 




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...